Durante il Comunale del 28 giugno l’Amministrazione comunale ostunese era chiamata a rispondere, tra le altre, ad un’interrogazione del gruppo del Popolo della Libertà avente ad oggetto la gestione della Casa di riposo “G. Pinto” appaltata, ormai da molti anni, alla coop. “Orizzonti”. L’interrogazione era semplice nella sua articolazione: premesso che la coop. Orizzonti non pagava (e non paga) regolarmente gli stipendi ai propri soci-lavoratori ed è in ritardo di diverse mensilità, si chiedeva se l’Amministrazione intendesse dare corso a quanto previsto per legge e nel contratto di appalto, risolvendo il contratto per manifesta incapacità gestionale, gravi inadempienze e non ottemperanza al complesso degli impegni assunti. Sempre il contratto di appalto, prevede che in caso di accertata inottemperanza di quanto previsto nel contratto di lavoro, nonché nello statuto della cooperativa, l’Amministrazione deve procedere ad una detrazione del 20% sui pagamenti in acconto, ovvero alla sospensione del pagamento del saldo, destinando le somme accantonate a garanzia degli obblighi. Inutile aspettarsi una risposta compiuta dall’Assessore che si è informato e ha riferito al Consiglio che la coop. si è trovata in crisi di liquidità per diverse controversie di lavoro subite, oltre ad azioni esecutive (pignoramento presso terzi).
Si è quindi prodotto un debito che non è stato del tutto ripianato e comporta un ritardo ormai cronico nei pagamenti. Lo stesso Assessore ha riferito che il saldo tra costi e ricavi è negativo anche per la contrazione dei posti per i quali la struttura è accreditata. Cosa intende fare l’Amministrazione non è noto ed è molto strano. Solo pochi mesi fa la Casa di Riposo “Il Focolare”, gestita da decenni da un gruppo di suore, si trovò nell’impossibilità finanziaria di proseguire l’opera e avanzò l’ipotesi di vendere l’immobile. Apriti cielo! Sit in di sindacati a difesa dei posti di lavoro, delibera votata a furor di popolo perché fosse posto un vincolo di destinazione alla struttura, in modo che le suore non pensassero di fare affari con un immobile che era stato donato da un ostunese perché fosse casa di riposo. La storia la conoscono in tanti: andate via le suore vicentine è toccato alla chiesa locale togliere le castagne dal fuoco e proseguire il servizio. I furbetti della politica ostunese non si sono lasciati sfuggire l’occasione per trarre benefici dall’operazione. Questa volta c’è un silenzio assordante. I sindacati non fanno alcun sit in, eppure stiamo parlando di diversi mesi di ritardo nel pagamento dello stipendio. Mi chiedo laicamente: che differenza c’è tra le suore e una coop. rossa? Rossa, oddio, a Ostuni i comunisti non ci sono quasi più e se ci sono, in questo caso, tacciono. E’ vero però che i legami dell’Amministrazione con questa e altre cooperative sono noti a tutti. Guai a chiedere di dare più importanza nelle gare di appalto alla capacità organizzativa delle imprese, per l’Amministrazione ostunese quello che importa è che le aggiudicatrici abbiano sede a Ostuni, almeno un candidato al Consiglio comunale nel C.d.A. e facciano prezzi bassi.; tanto bassi da non poter pagare i lavoratori ai quali la pseudo-sinistra ha il coraggio di chiedere i voti (solo alle comunali).


Ma il CDA del nuovo Solari è composto solo da benefattori?? TVBBB
Che dire… due pesi due misure… al solito!
Strano “mondo” quello di Ostuni: nelle regole quando c’e’ un tornaconto personale e fuori dalle regole quando c’e'….un tornaconto personale.
Come al solito le “mafiette” locali controllano al “dettaglio” tutti gli aspetti di una societa’ piena di problemi irrisolti…
Ci sono “peccati” amministrativi che gridano vendetta, perche’ ai danni di gente inerme come i poveri anziani di una casa di riposo.
Quando scrivi “E’ vero però che i legami dell’Amministrazione con questa e altre cooperative sono noti a tutti”, questo e’ gravissimo, e’ arci-noto e nessuno fa nulla, nessuna magistratura indaga…ah si! manifestano contro la legge “bavaglio”…tanto nessuno li “intercetta” comunque!
Sarebbe bello che si rompesse una volta per tutte questo muro di omerta’ e questa gente andasse a soggiornare per qualche anno in una casa di cura …. “correttiva”!