RSS

Sempre allegri bisogna stare perché il nostro piangere fa male al re…

JannacciNel Consiglio comunale del 4 maggio sono stati approvati il rendiconto del Bilancio 2009 e il Bilancio di previsione 2010, oltre al programma delle opere pubbliche 2010 – 2012. Gli aridi numeri svelano (sapendoli leggere) tutto l’operato dell’Amministrazione e contengono, per il futuro, una sorta di “libro dei sogni”. Infatti, delle tante opere programmate  solo poche hanno realmente la possibilità di vedere la luce. L’ottimo intervento del nostro capogruppo, dott. Antonio Galizia, ha evidenziato i tanti punti di criticità in vari settori: opere non portate a termine, scarso coinvolgimento dei soggetti interessati dagli interventi pubblici, elevato contenzioso e conseguenti spese, un governo della Città privo di un deciso investimento nel settore turistico, oltre alle notissime vicende riguardanti  incarichi e proroghe di contratti che  meriterebbero un approfondimento da parte di altri.  Naturalmente sono stati bocciati i sette emendamenti proposti dal PDL e i due proposti dalla Sinistra Alternativa che miravano ad anticipare l’esecuzione di alcune opere pubbliche. Il Consiglio tornava a riunirsi dopo quasi quattro mesi nei quali l’Amministrazione si è guardata bene dal rispondere a molte interrogazioni delle opposizioni, tra cui l’incredibile situazione della Casa di Riposo Pinto dove la cooperativa che gestisce il servizio è in grave ritardo nel pagamento degli stipendi. C’era da attendersi dall’Assessore al Bilancio e dal Sindaco un discorso più orientato dal programma elettorale e, invece, l’Assessore si è fermato alle cifre e a qualche dichiarazione di principio, mentre il Sindaco, oltre a fare l’elogio di dirigenti e dipendenti comunali ha sorvolato sui problemi evidenziati dalle opposizioni e ha preferito annunciare le bandiere in arrivo: blu, forse rossa, quasi certamente scudocrociata.

Già, perché gran parte dell’intervento di Domenico Tanzarella è stato incentrato sulla situazione politica locale, soprattutto alla luce dell’allontanamento dalla maggioranza dei consiglieri Molentino e Camassa, passati dalla lista “Ostuni che lavora” all’UDC. Il Sindaco, dopo avere attaccato i due ex alleati ha detto chiaramente  che con l’UDC  e, segnatamente con il consigliere Angela Matarrese, il dialogo per un allargamento della coalizione è avviato da tempo. Bella scoperta! Angela Matarrese è stata eletta vicepresidente del Consiglio comunale in spregio alle indicazioni delle opposizioni e poi non ha mai votato insieme al PDL e ai consiglieri di opposizione indipendenti. A metà marzo c’è stata la finta querelle Tanzarella-Ferrarese, con le dimissioni annunciate e poi ritirate del Sindaco di Ostuni. Durante le elezioni l’UDC (non Ferrarese) si è battuto per Adriana Poli Bortone e, a Ostuni, per Molentino, da sempre polemico con Epifani, candidato del PD. Sembrava che l’UDC di Ostuni fosse pronto ad intraprendere una seria opposizione a Tanzarella, insieme al PDL, quando è scoppiata la pace tra Ferrarese e Tanzarella. Il colpo di scena si è avuto alla fine del Consiglio comunale, quando è arrivata la notizia della elezione del sen. Curto a consigliere regionale per il partito di Casini. Curto rappresenta, infatti, l’ala centrista più propensa a ristabilire l’alleanza naturale con il PDL; Molentino e Camassa sarebbero sulle stesse posizioni dell’ex senatore di AN. Ferrarese, invece,  propende per l’alleanza con il PD, la stessa che gli permette di essere Presidente della Provincia e consentirebbe a Ostuni, ad Angela Matarrese o qualcuno a lei vicino, di occupare una poltrona da assessore.  Come l’UDC risolverà i suoi dilemmi lo scopriremo, certo è che Molentino e Camassa hanno fatto da apripista, dimostrando che si possono abbandonare i comodi banchi della maggioranza per seguire i propri ideali, lasciando il Sindaco e Vendola ai loro progetti di costruire una “grande chiesa che vada  da Che Guevara a Madre Teresa”, per citare uno dei più noti  pensatori della sinistra italiana postmoderna. Ci sarà qualcuno che seguirà le orme di Molentino e Camassa? E’ difficile dirlo. Bisogna avere gli attributi e non nasconderli sotto l’intimo, anche se firmato. Però, se qualcuno dovesse farlo, si guardi bene dal trasmigrare nell’UDC  o si assicuri di essere bene accetto. Non giudico mai quello che avviene in casa altrui, ma è stato stucchevole che il capogruppo dell’UDC in Consiglio non abbia rivolto una parola di benvenuto ai due nuovi e  validissimi (anche elettoralmente) amici di cordata; davvero, dopo le provocazioni di Pomes (PD), Moro (PSI) e Zurlo (Ostuni che lavora), Angela Matarrese ha ritenuto di non intervenire nel dibattito?

Ancora alcune annotazioni.

La prima riguarda i famosi cambi di casacca. A memoria mia, è la prima volta, in Ostuni, che qualcuno esca dalla maggioranza per andare all’opposizione. Venti anni fa la sinistra democristiana uscì dalla maggioranza per formarne un’altra: la famosa “Giunta di salute pubblica”, insieme al PSI dell’attuale Sindaco Tanzarella. Nel passato più recente ricordo che Mario Monopoli (insieme ad altri) fece cadere in anticipo il Cirasino bis per schierarsi contro il sindaco designato Tanzarella ma, tra il primo e il secondo turno elettorale, fece prudentemente ritorno a casa, insieme a Cataldo Melpignano e, al primo Consiglio comunale, passò dall’opposizione alla maggioranza. Poi ricordo che, sempre nel 2002, Vito Semerano e Vittorio Tagliente erano pronti a passare dalla opposizione alla maggioranza ma furono bloccati dall’ultima mossa di dignità del PDS locale che la storia ricordi, prima dello scioglimento. Dopo le elezioni del 2004 Nichi Lotesoriere e Tommaso Moro abbandonarono l’UDC e, costituito il gruppo “Ippocampo”, trasmigrarono armi e bagagli a sostegno di Tanzarella e, a livello nazionale, addirittura dell’alleanza con i Radicali (La rosa nel pugno). Da democristiani a radicali il passo, come si sa, è breve. Oggi Matarrese (e non solo) sono sulla porta d’ingresso della “Tanzarella’s company”. Tutti questi movimenti politici sono stati, nel tempo, valutati dai protagonisti come grandi scelte politiche e le coalizioni che via via nascevano sono state definite “laboratori”, “progetti politici”, “accordi di programma”, “alleanze di governo”. Oggi Molentino e Camassa sono, invece, bollati come traditori, perché,  eletti per governare con Tanzarella hanno maturato un’idea diversa. Ma  Monopoli, Melpignano, Lotesoriere, Semerano, Tagliente, Moro e Matarrese erano stati votati per governare con Tanzarella o per opporvisi? E’ il moralismo imperante in politica (e nella vita quotidiana) per cui chi abbandona il potere per seguire i propri ideali è un traditore, chi tradisce ideali ed elettori per il potere è un eroe.

Seconda annotazione. Nel suo intervento, Salvatore  De Stradis (Sinistra Alternativa) ha esplicitamente chiesto l’allargamento a sinistra della coalizione tanzarelliana, ricordando che nell’ala finora esclusa dal governo della Città militano grandi personalità come il dott. Franco Colizzi (candidato per SEL alle ultime regionali) e il dott. Francesco Saponaro (già consigliere ed assessore regionale). Al solo sentire nominare questi nomi Tanzarella è partito in un attacco a quella sinistra che “pretende molto e vale poco elettoralmente”, rappresentata da Colizzi e Saponaro i quali, a detta del Sindaco, sarebbero una risorsa per la Città se collaborassero con l’attuale maggioranza, mentre “sono un problema” dal momento che si oppongono con toni aspri e polemici. Non c’è da aggiungere alcun commento se non che il titolo di questo post me lo ha ispirato l’ incredibile affermazione che ho appena riportato.


Commenta