Si ha un bel dire che il Cavaliere controlla tutta la stampa e tutte le televisioni. Per evitare di dire tale banalità sarebbe sufficiente leggere i quotidiani o fare zapping. Senza contare che, statisticamente, i politici di sinistra, paladini della libertà di stampa, sono i più propensi a querelare i giornalisti. E’ vero che ci vuole libertà, ma ci vuole anche pudore. Chissà se qualcuno, nel protestare per la libertà di stampa a Roma, conosce la situazione della testata “Puglia Press”, esclusa dalla rassegna stampa del Comune di Ostuni per la scarsa assonanza del redattore locale con i vertici dell’Amministrazione comunale. Già, è così: da maggio l’Ufficio stampa comunale, nella ricca rassegna di articoli che riguardano Ostuni, ha deciso di non pubblicare quelli apparsi su “Puglia Press”; il reato è quello più perseguito dalle parti del Palazzo di Città: lesa maestà. Solidarietà da parte di giornalisti ed editori locali neanche a parlarne, almeno in pubblico. C’è poi un altro giornalismo che definire “istituzionale” è un po’ riduttivo. Sarà che dall’ultima campagna elettorale del centrosinistra a livello provinciale e comunale hanno largamente beneficiato i media, sarà che nella segreteria del Sindaco di Ostuni lavorano due giornalisti e che il conduttore di una nota trasmissione radiofonica è uno storico militante socialista, ma è forte la sensazione che quotidiani, radio e tv indossino spesso le lenti del primo cittadino per guardare e interpretare la realtà ostunese. Anche questa è libertà. Se alla libertà di pensiero si aggiungesse un po’ di sana obbiettività, il livello dell’informazione ne trarrebbe beneficio e si contribuirebbe a quel pluralismo che si reclama nelle piazze e si osteggia nelle redazioni.
Su “Senzacolonne” del 1° ottobre, con riferimento alla questione della Casa di riposo “Il Focolare”, si legge che il PDL non ritiene “che l’ente religioso deve subire un diverso trattamento da tutti gli altri datori di lavoro costretti a ricorrere agli ammortizzatori sociali per i propri dipendenti”. Ora, poiché l’unica presa di posizione del PDL di Ostuni è stata pubblicata su questo blog, chiedo ai miei venticinque lettori di andare alla nota “Un aiuto vero per i lavoratori de “Il Focolare” e cercare una dichiarazione in tal senso. Su “Il Quotidiano” dello stesso giorno si parla di sorprendente divisione della opposizione sullo stesso punto. Non una parola, il giorno dopo, sul fatto che il consigliere dell’MPA ha chiarito che non vi era alcuna divergenza. Ancora su “Il Quotidiano” del 2 ottobre, enfasi per il voto unanime sulla proposta della maggioranza di adire le vie legali contro le Suore. Quasi nulla sul dibattito e l’emendamento dell’opposizione che, secondo l’articolista, non modificherebbe di una virgola la proposta della maggioranza. Adesso lo spiego un’altra volta e se qualcuno non capisce mi impegno a fare un disegno: quell’emendamento impegna l’Amministrazione a trovare una soluzione per i lavoratori con Regione, Ambito Territoriale, Comuni limitrofi, Case di Riposo, cooperative sociali, per restituire il lavoro ai dipendenti licenziati; un insuccesso di questo tentativo sarà l’insuccesso del Sindaco. Ma questo è niente per “Il Quotidiano”. Anche questa è libertà.

