
Hanno una bella faccia di bronzo quelli che vedono la democrazia in pericolo , in Italia, per colpa di Berlusconi. Sarà che la Città Bianca in politica presenta molte anomalie ed eccezioni, ma quanto accaduto negli ultimi tempi in Ostuni dovrebbe far riflettere su quanto sia poco democratico il Partito Democratico locale e il suo alleato.
Le tanto decantate primarie del PD che hanno incoronato, anche ad Ostuni, Bersani e i suoi seguaci, hanno rappresentato un momento di bassa democrazia. Infatti a scegliere tra Bersani, Franceschini e Marino, tra Blasi, Minervini ed Emiliano non c’erano solo gli iscritti e simpatizzanti del partito che fu di Veltroni . In fila davanti al seggio si sono visti quasi tutti i consiglieri comunali del Partito Socialista e delle liste civiche Ostuni che lavora e Tanzarella per Ostuni. Non è esagerato dire che il risultato all’interno del PD è stato determinato da chi, pur oggi alleato, è concorrente del PD. Il meccanismo ricorda quello delle società per azioni: detenere anche solo il 20% influisce in maniera determinante nelle politiche di mercato e societarie. In questo caso, mandando a votare le proprie truppe cammellate alle primarie (al solo costo di € 2 a voto) si è scelta la linea politica per quel partito, in funzione dei desideri dell’azionista-politico. Il risultato è che la minoranza del partito è diventata maggioranza con un’operazione per molti versi assimilabile al doping nello sport. Questo avrà delle ripercussioni che oggi non possiamo prevedere ma che quasi certamente influiranno anche sulle prossime elezioni regionali e, soprattutto, sull’esito di alcune annunciate candidature. Naturalmente tale situazione è perfettamente conforme alle regole statutarie del PD e, pertanto, contenti loro, contenti tutti.
E’ una malattia che aveva già manifestato dei sintomi precisi quando la maggioranza ha voluto scegliere il rappresentante della minoranza per la carica di vicepresidente vicario del Consiglio comunale di Ostuni; il tutto in presenza di esplicita dichiarazione sul nome scelto dalla minoranza. Anche in quel caso, il Regolamento comunale consentiva la vigliaccata e, dunque, vigliaccata è stata. Sindrome recidivante, se si pensa che identico comportamento aveva tenuto la stessa maggioranza di centrosinistra nella scorsa legislatura per l’elezione del componente nella Commissione edilizia.
E’ curioso che certa sinistra invochi il rispetto delle regole e delle istituzioni, senza provare un briciolo di vergogna per i propri comportamenti. No, non parlo del caso Marrazzo che è una triste vicenda personale, parlo del fatto che alle scorse elezioni amministrative il Difensore Civico di Ostuni è stato rappresentante di lista al primo e al secondo turno. Indovinate per quale partito: già il famoso Partito Democratico che, se fosse una squadra di calcio, arriverebbe al campo portandosi da casa non solo allenatore, titolari e le riserve, ma anche il pallone, l’arbitro e l’allenatore della squadra avversaria. Sì c’è un articolo dello Statuto comunale che esige dal Difensore Civico di vigilare sull’imparzialità della Pubblica Amministrazione ma, evidentemente, c’è chi ritiene che per fare questo si possa non essere imparziali.


Evidentemente, come spesso accade nel nostro Paese, gli articoli restano scritti, ma “il politicus” non si accorge di quanto è scritto. In assenza di regole, regna la bassa democrazia e ciò è sintomo di anarchia. Quando vi è anarchia vi è confusione ed un semplice gesto di democrazia quali possono essere le elezioni primarie, rischia di diventare una vera e propria farsa. Peccato che chi ne paga le conseguenze sono sempre i cittadini che ancora credono nella democrazia!!
Alfredo Cavallo
di tristezza in tristezza….