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Più libertà per Ostuni 2

ostuni

Nella nostra Città i cittadini sono esclusi dalle scelte amministrative e la partecipazione democratica è considerata con fastidio da chi ci governa.
Alcuni esempi lampanti: il Forum e il Difensore Civico sono ormai oggetto di lottizzazione politica e gli esiti sono desolanti: alle riunioni del Forum non interviene più nessuno, nemmeno i componenti della Giunta, salvo affollarsi in occasione delle elezioni per il Presidente e l’indicazione della terna per il difensore civico. In queste circostanze votano associazioni inesistenti da tempo con improbabili delegati.
Chi controlla chi (e cosa) se i difensori civici sono ex e futuri politici della maggioranza che li elegge?
Le consulte di settore sono presenti solo sulla carta e non sono mai ascoltate prima dell’approvazione di un regolamento o altre decisioni importanti.
Sul PUG è stata indetta un’assemblea pubblica. Solo che le tavole affisse sul Comune sono incomprensibili alla stragrande maggioranza delle persone e il programma scaricabile dal sito del Comune è ancora più complicato. La società civile è anestetizzata da tempo e, in queste condizioni, non può esserci alcuna governance.
Nessuno sente il bisogno di ascoltare gli interessati prima di prendere decisioni e, così facendo, si moltiplicano gli errori; per ricordare solo gli ultimi: mercatino nella 167, chiusura dei negozi, anarchia nelle affissioni, tavolini estivi, l’inguardabile pavimentazione rossa dei marciapiedi di corso Vittorio Emanuele e corso Mazzini.
“Più libertà” non è uno slogan. Si coniuga con “più sussidiarietà”, cioè una politica fatta a partire dai bisogni delle persone, rendendo i cittadini protagonisti e l’Ente solo controllore e non coinvolto nelle imprese e nei servizi.
Potrebbero fare tutti una politica così? C’è chi già… non l’ha fatta e c’è chi crede nelle cose che dice e si propone per farla.
Il popolo è sovrano


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  1. vito cellie #
    1

    Caro Consigliere ,
    ho colto con entusiasmo il Tuo invito ad intervenire nel forum da Te creato attraverso il Tuo sito.
    Tra i vari articoli che ho letto, ve ne uno che mi ha interessato in modo particolare : “Più Libertà per Ostuni 2”.
    Certamente, condivido, che noi cittadini, siamo esclusi dalle scelte amministrative, ma questo è il risultato, di un intensa campagna elettorale che determina, infine, chi dovrà rappresentare noi stessi:
    si chiama democrazia .
    Molti non condivideranno questa o quella elezione e ancor mano, l’elezione di Tizio al posto di Caio; altri diranno che gli elettori non sono “liberi” però, dinanzi ad alcuni risultati elettorali, stento a credere, che vi sia una coercizione dell’elettore nella sua scelta !!!
    Fa parte delle regole del “gioco politico” la vittoria dell’una o dell’altra parte e qualcuno, dirà comunque , che si è barato.
    Venendo al senso del mio intervento, ho notato come le sedute consiliari, siano prive di pubblico: le sedie “dietro” i consiglieri comunali sono drammaticamente vuote.
    I seguaci, i clientes che avevano dato vita ai comitati elettorali, concluse le fasi della consultazione amministrativa, si dileguano nel loro “quotidiano” impegno di vita.
    Le grida euforiche, gli insulti e gli schiamazzi, come per magia scompaiono, i manifesti si sbiadiscono e tutto torna alla quotidianità.
    La vita politico- amministrativa rientra nel Palazzo, dove si allinea con i suoi personaggi- eletti e con le sue regole.
    Ma questo non deve meravigliarci.
    Il cittadino ( noi cittadini- elettori) abbiamo il compito d’informarci: ma quanti realmente lo fanno ?
    Solitamente apprendiamo le notizie ( politico- amministrative) dai bene informati che, dopo aver praticato, una giusta rielaborazione della notizia stessa, la propinano a noi tutti, epurata dei suoi elementi sostanziali .
    Attendiamo ( oltre ai ben informati) i giornali che esaltano ora quella, ora l’altra notizia, certamente, comunicata al mezzo d’informazione, in modo partigiano e poco , tal volta, veritiero.
    A questo punto, con la crisi dei partiti e la loro mancanza di presenza sul territorio ( evito di dilungarmi in tal senso) e di contro, con la prepotente individualità del “politico” di turno, poco resta al cittadino di apprendere, vivere direttamente, la vita consiliare .
    Questo avviene.
    Ritengo che sia giusto che i Consiglieri Comunali , gli Assessori , il Sindaco vengano lasciati svolgere il loro compito quali rappresentati di noi cittadini. Ma…. (proprio ma) a noi cittadini deve essere fatta vivere, almeno in parte, la vita politico- amministrativa che i nostri rappresentanti tessono giornalmente.
    Ma come ?
    Occorrono degli strumenti , sì forse più efficaci e moderni e soprattutto tanto reali.
    Occorre la TELEVISIONE, sì proprio quella.
    Consigliere perché non Ti fai portavoce di una proposta affinché la politica ostunese , ma in generale la POLITICA, possa entrare nelle nostre case, uffici, negozi attraverso il mezzo televisivo ?
    Si potrà predisporre una convenzione con una emittente locale, affinché riprenda le sedute consiliari e le trasmetta a noi cittadini.
    Potremo, finalmente, verificare il vostro operato e cogliere i vostri interventi, in modo diretto e senza rimaneggiamenti .
    Ritengo che il Sindaco Tanzarella e tutti i Consiglieri di maggioranza non disdegneranno una Tua mozione, affinché possano essere riprese le sedute consiliari.
    Potremmo conoscere i personaggi- politici che abbiamo eletto, quello che fanno e soprattutto quello che dicono.
    A riguardo vorrei narrarti una mia esperienza diretta la quale, in un certo senso, la dice lunga sull’importanza della ripresa televisiva ( e ancor meglio della sua assenza) .
    Mesi fa mi trovai, per caso, ad assistere ad una seduta consiliare.
    Come al solito il pubblico ( cioè noi cittadini) era assente.
    I vari interventi si alternavano su alcuni punti dell’ordine del giorno.
    Attesi che prendesse la parola un consigliere comunale un po’ per curiosità ( non l’avevo mai sentito parlare in altre sedi) ma soprattutto, perché ero interessato al suo intervento .
    Si sollevò, si schiarì la voce e prese la parola.
    Il suo intervento si concluse in pochissime battute, in altri termini la sua esigenza era quella che venisse cambiato il colore del proprio microfono (…..sì proprio il colore del microfono ….) in quanto era incompatibile, a suo dire, con la “bandiera” politica del proprio credo.
    Non dirò altri particolari perché facilmente si evincerebbe il suo nome.
    Sorrisi ed andai via.
    Scendendo le scale del Palazzo, mi ricordai di un libro che avevo letto alle scuole medie ed in particolare di un racconto che parlava di un senatore il quale, finalmente, alzatosi durante il consesso ed ottenuto il permesso all’intervento, tra lo stupore degli astanti, chiese che venissero fatte chiudere le finestre !!!!
    Sorriderai con me, ma è l’amara verità, molti Consiglieri, non conoscono l’ordine del giorno, le tematiche sottese allo stesso e soprattutto, non conoscono gli atti amministrativi.
    Naturalmente i più sono impegnati, conoscono la macchina amministrativa e dibattono le problematiche della Città .
    Sì manca questa realtà- televisiva a noi cittadini, avendo il diritto di conoscere per comprendere quello che realmente avviene nel Palazzo.
    Lo strumento televisivo, ritengo ( latitante da moltissimi anni), potrebbe avvicinare il cittadino alla vita politica.
    (Almeno credo )
    Certamente, a mio avviso, sarebbe un modo efficace per conoscere le vicende politiche della Città , e, nel caso, per rivedere le nostre scelte o confermarle.
    Consigliere, fai Tua la mia idea.
    A riguardo verrei che si aprisse una discussione in questo forum virtuale, su quello che ho chiesto; vorrei sapere se alcuni sono d’accordo o dissentono e quindi, in quest’ultimo caso, prevedono altre ipotesi per coltivare quella LIBERTA’ di cui si parla nell’articolo da me letto.
    Vito Cellie

  2. 2

    Grazie per gli interventi e per il suggerimento. Io ricordo quando TRCB trasmetteva per radio i consigli comunali (primi anni ottanta). Si imparavano a conoscere i problemi e le diverse soluzioni prospettate, si potevano apprezzare alcuni politici che prendevano la parola in consiglio. Io penso che possano ancora interessare i consigli comunali (più delle televendite), anche se a volte si sfiora la tragicommedia come nell’episodio che hai brillantemente ricordato. Avanzeremo questa proposta anche perché, come hai evidenziato, va nel senso di consentire la partecipazione più ampia e stimolare l’interesse dei cittadini al governo della Città. Lo diceva in musica il grande Gaber: “la libertà è partecipazione”. Grazie
    Guglielmo



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