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PDL Ostuni: costruiamo bene, costruiamo insieme


Giovanni Fedele, candidato della Lista Forte-Fiamma, nell’articolo pubblicato su Il Quotidiano nei giorni scorsi, ha offerto il suo personale contributo al dibattito sull’esito del voto, particolarmente negativo per la coalizione guidata da Michele Saccomanno in Provincia e, a Ostuni, da Roberto Carparelli. Trovo personalmente contraddittorie le sue tesi: da un lato critica giustamente i personalismi in politica e, dall’altro, rimpiange la mancata candidatura di Ferrarese per il centrodestra. Se fosse vero che il nuovo Presidente della Provincia di Brindisi avrebbe potuto essere il candidato del PDL e dei suoi alleati, allora sarebbe egli il primo a perseguire una politica personalistica. Peraltro, l’esperienza locale insegna a diffidare di candidati pronti a rappresentare indifferentemente un elettorato e il suo opposto.

I numeri, prima delle opinioni, dimostrano che la differenza, in Puglia e anche in provincia di Brindisi, l’ha fatta l’UDC che ha abbandonato una coalizione per l’altra. E’ chiaro che “il laboratorio” pugliese è stato pensato tra Roma e Bari; i politici locali non sono stati alcun modo artefici, si pensi alle polemiche interne alla sinistra, prima della designazione di Ferrarese. E’ dunque strumentale la polemica sul punto con la leadership provinciale, anche in considerazione dei diversi comuni amministrati dal centrodestra in Provincia di Brindisi.

E’ però vero che in politica il personalismo domina e Fedele, della Lista Forte, lo sa bene. Fu per questo motivo che, nel 2002, settori del centrodestra contribuirono ad eleggere sindaco di Ostuni Domenico Tanzarella in danno di Elio Spennati; per lo stesso motivo, nel 2004, Curto non fu eletto al primo turno e perse poi il ballottaggio nei confronti di Errico per la presidenza della Provincia. La stessa causa ha condotto ad un’alleanza di Poli Bortone, Curto e UDC con il PD. E’ sempre per la stessa ragione che, venendo al caso Ostuni, non si è pensato in questi anni a costruire i partiti, ma si è continuata una sterile politica fatta di rivendicazioni e veti incrociati. Ed è sempre per il personalismo (e in qualche caso opportunismo) di alcuni che, tra i banchi della maggioranza del Sindaco Tanzarella siederanno una decina di ex militanti o, addirittura, dirigenti di Forza Italia, Alleanza Nazionale e UDC.

L’esito del voto di Ostuni per il centrodestra è, dunque, la logica conseguenza di anni di personalismi che hanno condotto al vuoto politico.

Naturalmente, nato a marzo scorso, il PDL non ha potuto ancora dotarsi di strutture e organismi ed è stato sorretto dall’azione dei due principali partiti fondatori che, ad Ostuni, in seguito agli spostamenti politici ormai noti, erano ridotti ad essere rappresentati da due consiglieri comunali. Archiviate le amarezze e messe da parte le polemiche, è il tempo di costruire, bene e per tempo, un partito e una classe dirigente; occorre farlo insieme, superando, appunto, personalismi, veti e divisioni. Ad Ostuni, come in tutta Italia, il PDL deve ambire ad essere un grande partito, aperto e partecipato, dunque, necessariamente democratico al suo interno e con una leadership riconosciuta. Il primo momento di democrazia per il PDL di Ostuni è stato rappresentato proprio dalle elezioni amministrative che hanno messo in evidenza un motivato gruppo di giovani, patrimonio da non disperdere; a questo primo nucleo potranno aggiungersi tanti altri e anche quelli che nel passato, più o meno recente, hanno compiuto scelte diverse, ma che si riconoscono nella Carta dei Valori del Popolo della Libertà. Il cantiere è aperto e il personale non è al completo.

Guglielmo Cavallo

Ostuni – Popolo della Libertà

su: Il Quotidiano del 5 luglio 2009


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