Si è celebrato il Congresso provinciale di Brindisi del PDL. L’on. Vitali è stato eletto dagli oltre duemila votanti (meno della metà degli iscritti). Il gruppo di Nuova Italia che aveva contrapposto la candidatura di Luca De Netto non si è poi presentato al dibattito e, il giorno dopo, alle urne. A motivo della protesta c’è la scelta della sede del Congresso, diversa dal capoluogo e, soprattutto, gli aspri toni pre-congressuali utilizzati da autorevoli esponenti della lista maggioritaria. Quattro gli ostunesi eletti nel nuovo Coordinamento provinciale: Antonio Maiorano, Egidio Bruno, Valter Tafuri e Domenico Moro. Si è poi conclusa la vicenda del candidato sindaco per Brindisi. Saltata l’ipotesi delle primarie, è stato indicato Mauro D’Attis, già vice-sindaco con Mennitti. Questa ulteriore scelta ha ancora di più incrinato i rapporti del PDL con i rappresentanti locali di Nuova Italia che hanno annunciato di essersi rivolti direttamente al Segretario, Angelino Alfano. Non mi sottraggo al giudizio sulle vicende brindisine.
Dal momento che si è scelta la via dei ricorsi, è giusto che l’ultima parola sia affidata alla direzione nazionale. Naturalmente il responso deve essere accettato senza nuove polemiche. E’ stato criticato, giustamente, il partito dei nominati; è stato criticato il partito degli eletti, ora viene criticato il partito delle tessere. Esiste una forma perfetta? Non credo. Accettata una via bisogna perseguirla, anche ovviando alle disfunzioni.La sede del Congresso avrebbe cambiato gli equlibri? Onestamente non mi pare. Specchiolla è stata una sede comoda, non un bunker. Per me la cosa migliore sarebbe stata tenere il dibattito a Brindisi e, il giorno dopo, votare in più seggi come il Regolamento consentiva (es. 1 Fasano-Cisternino; 2 Ostuni-Carovigno-S.Vito-S.Michele 3 Francavilla-Ceglie-Oria e dintorni 4 Brindisi-Mesagne- Latiano e dintoni). Si sarebbe avuta una percentuale più alta di votanti, ma neppure in questo caso sarebbe cambiato l’esito.
Ho letto la mozione di Nuova Italia e non l’ho trovata dissonante da quella illustrata nel suo intervento dall’on. Vitali; credo che NI avrebbe fatto bene a partecipare al Congresso dando consistenza numerica al suo dissenso sulla leadership provinciale: è accaduto in tutti i congressi provinciali pugliesi, si poteva fare anche a Brindisi. Essere minoranza non è un demerito, ma un compito e un’occasione. Premesso che sia D’Attis che Ciullo hanno le qualità per succedere a Mennitti, dico che le primarie hanno senso all’interno di una coalizione, non di un partito che ha gli strumenti statutari per decidere. Insieme agli alleati, si è scelto come candidato D’Attis (che non è stato vice di Mennitti a caso) bisogna ora impegnarsi per vincere; Massimo Ciullo ha la capacità e il consenso elettorale per arricchire il suo curriculum politico ed è giusto che abbia l’opportunità di farlo nelle fila del PDL.


I partiti hanno bisogno di guide autorevoli, soprattutto oggigiorno, e non credo che in terra di brindisi, per curriculum ed esperienza, ci sia qualcuno che possa competere con l’on. Vitali. Sulle comunali brindisine, devo dire che d’attis e’ giovane e preparato e che in caso di arrivo al ballottaggio sara’ il favorito. D’altronde e’ andato a scuola per anni da quel galantuomo di nome mimmo mennitti.