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PASSIONE DELLA NOSTRA UMANITA’

Passione di Cristo

(Giacomo Vito EPIFANI)

La Domenica delle Palme, si sa, è giorno di festa, di auguri, di sorrisi. E’ Domenica di Passione e, nonostante la lettura del “Passio”, tutti pensano con più piacere al Messia che viene esaltato invece che al Gesù che viene condannato, torturato e ucciso.
Meglio aspettare il Venerdì Santo per pensare al Servo Sofferente!
Eppure può accadere che il dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dell’Oreb ti faccia incontrare proprio quella mattina una persona che ti chiede una cortesia e tu, pensando di dover fare una buona azione (in fondo è quasi Pasqua!), gli dai una mano.
Ma sul più bello della tua soddisfazione etica, convinto che Gesù ti viene incontro in ogni uomo che ha bisogno (“Quando avrete fatto qualcosa ad uno di questi piccoli lo avrete fatto a me), non porti a termine la tua “buona azione” per cause di forza maggiore: devi correre in Ospedale con un tuo caro!
E lì ti accorgi che, forse, quel Dio che cerchi negli scritti, nella Chiesa, nei Santi, si vuole manifestare di più, in maniera più completa (“Padre, tutto è compiuto”) ti vuole far vedere che quell’incarnazione edulcorata del Natale è la stessa della Pasqua!

Stando qualche ora in un Pronto Soccorso di Ospedale e, nel mio caso in quello di Brindisi, ti accorgi che la tua buona azione era solo un palliativo della tua coscienza e che il Signore dei “Cieli nuovi e Terre Nuove” è lì in quell’umanità sofferente! E’ nella bimba ustionata, negli anziani che si lamentano, nei ragazzi feriti in incidenti,negli infartuati, negli sguardi spauriti, nei parenti che aspettano, in quelli che piangono perché la loro esistenza si è ormai “strappata”.
E’ un’umanità che ha bisogno, che soffre, che invoca. Ho pensato: -oggi è Domenica di Passione! Pensavo di cavarmela con un sorriso, con un piccolo gesto di cortesia, ma quel Dio nel quale non sempre crediamo, che cerchiamo oltre l’umano, ha voluto semplicemente dirmi: <>. Poi il tempo passava ed i medici si adoperavano con tutto il personale, i reperibili venivano richiamati in servizio e la macchina ospedaliera andava: un conforto, un sorriso, una parola forte quando necessaria, la terapia.
A questo punto ho pensato: -Pasqua non è Natale, ma gli Angeli ci sono sempre! E poi, anche questo è un “passaggio”: in fondo nel Pronto Soccorso non si rimane, si va altrove, si va verso un reparto, vieni curato e dimesso. Si va verso la speranza di star meglio, di poter riabbracciare i propri cari, si va verso la Pasqua! –
Bei pensieri mi son detto, belle frasi, ma cos’è Pasqua?
Ognuno abbia la “sua Pasqua”! Ricordiamoci, però, che capita a tutti, ed io l’ho avvertito in questa Domenica delle Palme 2010 che Qualcuno ti dica: << Metti quà il tuo dito, stendi la mano nel mio costato e non essere più incredulo, ma credente!>>.
Forse Pasqua può essere proprio credere che Dio è nella Storia, la scrive tramite l’uomo e la rinnova ogni giorno con la certezza dei “Cieli nuovi e Terre Nuove”.
Shalom!


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