E’ apparso sulla stampa il Comunicato congiunto Sindaco – Consigliere Melpignano che presagisce alla elezione di Melpignano a Presidente del Consiglio comunale. Con tre mesi di ritardo, si pone fine alla surreale vicenda del più suffragato candidato consigliere, indicato dal partito di maggioranza relativa come Presidente, ma inviso al Sindaco e, perciò, ad alcuni gruppi di maggioranza che si preparavano ad “impallinarlo”, pur ostacolati dal voto palese. Il motivo dei dissapori erano da ricercare nella fase preelettorale, quando Melpignano uscì allo scoperto e, all’interno del PD, chiese a gran voce che Tanzarella non fosse il candidato sindaco del centrosinistra. Successivamente si è parlato di Melpignano come candidato sindaco di una lista civica (Ostuni Democratica), poi di un abboccamento con il centrodestra; infine Melpignano è rientrato all’ovile per dimostrare una forza elettorale che deve avere creato qualche gelosia all’interno del suo stesso schieramento. Negli ultimi giorni, dopo avere sfiorato la rottura, tra Melpignano e Tanzarella è scoppiata la pace.
Ho ragione di credere che il Sindaco sia venuto a più miti consigli nel momento in cui ha saputo che l’opposizione, pur di sbloccare l’empasse nel quale era bloccato il Consiglio, era pronta a votare Melpignano come Presidente; sarebbe così emerso un conflitto che avrebbe compromesso il governo della Città e rimesso in discussione anche la giunta part time appena varata. La finta-pace è passata attraverso l’intervento di mediatori tanto autorevoli quanto inutili. Infatti il comunicato è un “nonsense”: c’era bisogno di incontrarsi per chiarire che candidarsi nel PD e riportare una valanga di preferenza voleva dire “aderire al centrosinistra guidato da Tanzarella” oppure che il criterio dei più suffragati “era già stato individuato ad agosto”? La verità è che il Sindaco ha realisticamente capito che era meglio iniziare a governare senza intoppi e che, per fare questo, poteva ingoiare anche l’elezione di un presidente indigesto.
Resta il fatto che una carica istituzionale che dovrebbe garantire anche l’opposizione è stata oggetto di compravendite, veti, acrimonie personali e trattative che si voleva restassero sotterranee. Al contrario, sarebbe stato più corretto se, già dal 3 agosto, il Consiglio avesse potuto pronunciarsi sul nome che già tutti conoscevano e sul quale, comunque, ci potrà essere nel prossimo Consiglio la convergenza dell’opposizione, per dare il segno evidente di un modo, ad oggi sconosciuto alla maggioranza, di intendere la politica e la cosa pubblica. E’ auspicabile che, di contro, anche i vice-presidenti siano eletti a larga maggioranza e le presidenze delle commissioni consiliari siano in parte assegnate all’opposizione.


Se Parigi fosse tutta bianca sarebbe una piccola Ostuni.
Sorvy
pero’ una Ostuni rosa & fucsia tendentente al rosso antico stona molto con la storia e la tradizione della tua stupenda citta’. Citta’ bianca sotto un cielo azzurro e un profumo nuovo di liberta’ e di cambiamenti. Un saluto Sorvy
Coraggio, avvocato, ci faccia sognare. Vogliamo una Ostuni nuova, bella, moderna non una citta’ in declino come e’ oggi. Bisogna riportarla agli antichi fasti. Sorvy