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L’inseguimento

CENTRO STORICO E SANITA’: I MERITI DEL POPOLO DELLA LIBERTA’

inseguimentoSu tutti i giornali locali viene dato risalto agli ordini del giorno approvati durante il Consiglio comunale di Ostuni del 6 agosto riguardanti il Centro storico e il Piano di rientro della spesa sanitaria con i conseguenti paventati tagli; completezza di informazione avrebbe imposto di far sapere che se nel cuore dell’estate si è discusso per molte ore e deliberato su argomenti tanto importanti il merito è del Popolo della Libertà e degli altri gruppi di opposizione. Infatti, il presidente del Consiglio comunale, così poco incline a convocare l’assise, era orientato a rinviare tutto a settembre ignorando la richiesta di convocazione del Consiglio fatta dalle opposizioni e, nella Conferenza dei Capigruppo, i rappresentanti della maggioranza hanno manifestato quasi fastidio per essere stati distolti dai loro interessi estivi. Insomma, sulle questioni che contano, la maggioranza è stata costretta ad inseguirci con esiti per noi positivi.

Finalmente l’Amministrazione ostunese ha recepito la necessità di approvare un Piano edilizio apposito per regolamentare gli interventi nel Borgo antico, lasciati per troppi anni all’arbitrio di proprietari e tecnici. La proposta è stata avanzata a più riprese dal centrodestra ostunese e sempre ignorata dalle giunte di sinistra che, per ragioni note a tutti, hanno preferito l’anarchica creatività con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Hanno ragione dai banchi della maggioranza a dire, oggi, che è anche “un problema educativo”, cioè di mentalità di cittadini e piccole imprese artigiane, ma con un po’ di onestà intellettuale dovrebbero anche riconoscere che la mentalità si è creata perché, in vent’anni di centrosinistra a Ostuni, è stato consentito tutto a tutti, a discapito del valore complessivo del più grande patrimonio turistico della Città bianca e delle stesse opere pubbliche negli anni realizzate. Il Popolo della Libertà rivendica con forza il risultato ottenuto in Consiglio comunale che è l’esito di proposte ripetute e continue; basti pensare che, ancora agli inizi di maggio, la stessa proposta, presentata come emendamento al Bilancio di previsione, fu bocciata dalla maggioranza, perché ritenuta “non prioritaria”. L’attenzione che abbiamo portato sul Centro storico con diverse iniziative, anche volutamente provocatorie, ha reso inevitabile il riconoscimento della bontà della nostra azione.

Anche il dibattito sul Piano – Vendola di rientro della spesa sanitaria è stato provocato dal PDL ostunese. Infatti, mentre il Partito Democratico e i suoi rappresentanti locali erano preoccupati di non mettere in cattiva luce il Governatore e i neoletti consiglieri regionali di maggioranza, il Popolo della Libertà di Ostuni ha indetto un incontro-dibattito con gli operatori della sanità. Solo allora il PD si è affrettato a fare comunicati stampa ed è stato inserito l’argomento all’ordine del giorno del Consiglio comunale, fissato, guarda caso, per lo stesso giorno della manifestazione organizzata dal PDL e senza che fossero rispettate le formalità pretese per l’ordine del giorno sul Centro storico. Inutile dire che mentre il PDL è arrivato in Consiglio con un preciso ordine del giorno che affermava con forza la irrazionalità del Piano Vendola e l’ineluttabilità della scelta di Ostuni come Ospedale della zona nord della provincia di Brindisi, la maggioranza ha atteso che il Sindaco risolvesse il conflitto, oggi insanabile, tra chi “deve” difendere presidente, assessori e consiglieri regionali e chi, invece, chiama la realtà con il suo nome. L’incontro pubblico di venerdì sera, tenuto nella biblioteca di Ostuni, ha visto la partecipazione di numerose persone: medici, infermieri, personale amministrativo, rappresentanti sindacali, esponenti di altri partiti e singoli cittadini. E’ stato un dibattito costruttivo, un momento di lavoro nel quale è stata tralasciata ogni rivendicazione campanilistica; con fatti e numeri alla mano, è stata dimostrata l’illogicità della proposta di chiusura dei reparti di pediatria, ostetricia e ginecologia di Ostuni e sono state avanzate concrete proposte di risparmio con riferimento ai tanti sprechi esistenti. La razionalità non appartiene a questo piano-Vendola. Dietro la necessità dei tagli alla spesa, di cui Vendola e la sua giunta sono responsabili per non avere rispettato il Patto di stabilità per ben due anni, si nascondo le solite manovre di bassa politica clientelare e post elettorale che hanno la stessa nefasta regìa di chi vuole ridimensionare, oltre all’ospedale di Ostuni, anche l’AQP di Brindisi.


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