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La Nuova Piazza mi intervista

la nuova piazzaSul numero di gennaio del mensile LA NUOVA PIAZZA di Ostuni è stata pubblicata  l’intervista che ho rilasciato all’avv. Beppe Moro. Più che un’intervista è stata una lunga chiacchierata che ha abbracciato molti più argomenti rispetto a quanto  pubblicato: un dialogo sincero alla ricerca di quello che ci unisce nonostante le differenti appartenenze politiche.   Dopo averlo fatto privatamente, mi permetto di ringraziarlo pubblicamente per la cortesia riservatami, così come ringrazio il fotografo per alcuni scatti degni di personalità più illustri.

LA VOCE E I VOLTI DEI PARTITI

di Giuseppe Moro

2012. Che cosa fa e cosa farà il PdI di Ostuni?

Ho assunto la responsabilità del Pdl dopo le ultime amministrative. Nel 2009 il Pdl ostunese ottenne il 42% alle elezioni europee, mentre la coalizione guidata da Roberto Carparelli non raggiunse il 30%. C’era da costruire il partito e ricucire i rapporti per lavorare con la prospettiva di diventare un’alternativa credibile. Oggi questa impostazione è largamente condivisa nel gruppo consiliare e nel partito. Siamo cresciuti in termini di adesioni e ci apprestiamo a vivere i primi congressi, provinciale e cittadino.

Quello che mi aspetto dai giorni a venire è che ci sia una presa di coscienza, conseguente a quello che sta accadendo in tutta Italia, sia nello schieramento nostro che in quello del centrosinistra. E’ il tempo in cui deve affermarsi il senso di responsabilità di tutti rispetto alle beghe di partito, alle scelte amministrative inopportune o in aperto conflitto d’interessi. Se non si ostacolerà l’aria di rinnovamento che si respira, potremmo anche assistere a cambiamenti importanti e noi vogliamo recitare il ruolo di protagonisti.

Che rapporto avete, oggi, tra cittadinanza in genere e il vostro partito?

È un problema che vale per tutti. Nei confronti della politica c’è sospetto oppure disinteresse. Abbiamo provato a superare questa difficoltà con l’assemblea cittadina: “Miglioriamo Ostuni”; insieme agli altri partiti del centrodestra siamo usciti allo scoperto per far capire alla Città che non ci rassegniamo e chiediamo più partecipazione. È stata un’ottima iniziativa, un’assemblea ricca di contenuti e proposte su cui stiamo lavorando. Sono in tanti quelli che segnalano situazioni e suggeriscono soluzioni, anche se ci sono alcuni settori produttivi della città che, per motivi che non sfuggono a nessuno, non trovano nel Pdl il loro interlocutore ideale. Ad esempio l’edilizia, dove lavoriamo sotto traccia.

Poi, certo, il banco di prova più importante, nel rapporto con i cittadini, è costituito dalle votazioni. Nell’ultima tornata elettorale delle regionali abbiamo conseguito un risultato importante, superando largamente quello precedente di Forza Italia e Alleanza Nazionale; il risultato complessivo del centrodestra fa ritenere che per le prossime amministrative la partita sia aperta.

Se ti dico Ospedale?

Abbiamo avuto da sempre una posizione precisa su questo argomento. Ostuni deve essere il fulcro del comprensorio sanitario più importante di questa parte della provincia. Il Sindaco ha abbandonato l’ipotesi possibilista di un ospedale nord nuovo in altre città e si è schierato sulle nostre posizioni. Mentre il Pd, almeno in Consiglio comunale, è stato più timido, condizionato dai legami con la maggioranza regionale. La posizione nostra è la stessa di prima: spendere un centinaio di milioni di euro per realizzare in tempi incerti un ospedale nuovo ha poco senso; occorre terminare i lavori già iniziati in modo da potenziare quello di Ostuni.

Piano Regolatore?

Si va affermando l’idea che non sia strettamente necessario, in considerazione di un proliferare di “piani” finanziati con leggi e fondi nuovi. Occorre però valutare che il piano urbanistico offre il vantaggio di prevedere uno sviluppo armonico della città e darebbe certezza anche nei rapporti tra privati e con la pubblica amministrazione. Di case a Ostuni ne sono state costruite abbastanza per una precisa scelta politica. L’edilizia è uno dei settori trainanti dell’economia ostunese, ma credo anche che gli imprenditori ostunesi siano capaci di determinare la crescita anche di altri settori, così come bisognerebbe essere capaci di attirare gli investimenti di nuovo capitale.

Mentre sul coinvolgimento della società civile? Ho fatto parte del Forum della società civile, quando era presieduto da Giuseppe Moro. E stato un momento di alta partecipazione, di coesione di intenti. Associazioni culturali, sportive, di volontariato e sindacati ragionavano in forma partecipata dei problemi della Città e del suo sviluppo; il coinvolgimento era elevatissimo. Poi il Forum è diventato soltanto l’assemblea che indica la terna del difensore civico. Le associazioni hanno conservato un’intensa attività e riempiono il cartellone dell’estate ostunese, ma mancano le forme di partecipazione alla cosa pubblica. E’ difficile così coltivare la cultura del bene comune.

Un altro aspetto che mi lascia perplesso sono i media locali: li trovo appiattiti sulle maggioranze che hanno ottimi uffici stampa, ma rappresentano “un” punto di vista. Meno male che la rete ormai ha superato i giornali e permette di veicolare messaggi e contenuti altrimenti destinati a restare nel ristretto cerchio degli addetti ai lavori.

Cosa ti piace di Ostuni?

Ostuni non la cambierei con nessun altro posto al mondo! Mi piacciono le persone, gli amici, la famiglia, il clima, il sole, il mare, la cucina, la storia.

Cosa non ti piace?

La rassegnazione che per tanti il futuro non sia qui. Dei miei compagni di classe, pochi hanno avuto l’occasione di lavorare a Ostuni. Questo stato delle cose non è cambiato e riguarderà inevitabilmente anche i miei figli. Questo non mi piace, anche se gli ostunesi che si sono fatti onore fuori dalle nostre mura sono davvero tanti e c’è da essere orgogliosi.

 


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  1. stefanca #
    1

    Grande Gu…



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