di Beatrice Lotesoriere
Il 4 febbraio si è tenuto nell’auditorium della biblioteca comunale di Ostuni un incontro pubblico organizzato da Comunione e Liberazione sul tema: “ LA CRISI SFIDA PER UN CAMBIAMENTO ” che ha visto come protagonisti i tre relatori:
• Prof.Giuseppe Moro, docente di sociologia all’Università degli Studi di Bari
• Dr. Cesare Fiorio, direttore sportivo della scuderia Ferrari, opinionista RAI per la F1
• Avv. Cosimo Zurlo, amministratore delegato Consorzio “Casa della Solidarietà”.
La tavola rotonda è stata introdotta e moderata dall’avv. Guglielmo Cavallo .
In quest’occasione è stata inaugurata anche la mostra << 150 anni di Sussidiarietà – Le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell’uomo >>, visitata a Rimini durante la XXXII edizione del Meeting per l’Amicizia fra i popoli dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
L’incontro è stato aperto dall’avv. Cavallo che ha sottolineato il ruolo dell’uomo nella crisi che impera in Italia, intesa non come una semplice crisi economica, ma come una vera e propria crisi dell’umano. L’uomo di fronte a questa “Sfida” è chiamato a esprimere il proprio giudizio, mettendosi in gioco per il raggiungimento di obiettivi cari alla propria natura. Ed è proprio questa consapevolezza che ha permesso di costruire la storia millenaria dell’ Occidente e il futuro proprio accettando le sfide della realtà, rispondendo ad esse con intelligenza, creatività e capacità di sacrificio.
La crisi, quindi, diventa occasione di cambiamento non per il singolo, ma per l’intero popolo. Infatti, come ha più volte sottolineato il prof. Giuseppe Moro, questo cambiamento non può avvenire alla presenza di uomini absoluti, cioè sciolti, privi di legami tra di loro, ma è necessaria l’unione di un’intera comunità di uomini che compongono il popolo. Solo all’interno di questo il desiderio ridestato e i tentativi che nascono dalla singola persona hanno possibilità di durare. All’interno di questa comunità, identificata come una società civile, composta da individui che formano i propri interessi, risulta assolutamente indispensabile sostenere chi costruisce un bene per tutti e cercare insieme risposte pratiche alle difficoltà e alle speranze di un popolo. Proprio per questo è importante pensare che il tempo che ci è dato di vivere è un tempo che prefigura un nuovo modo di vivere di cui l’uomo diventa protagonista attivo. Un esempio di questa nuova visione è stata data dal Dr. Cesare Fiorio che, riportando la sua esperienza sportiva, ha fornito un’importante testimonianza in cui l’uomo stesso diventa artefice del proprio destino, creandosi un ruolo nella società e ponendosi degli obiettivi ambiziosi, ma non irrealistici. Questa concezione ha portato lo stesso Fiorio ad assumere come proprio motto di vita: “Vincerà chi vorrà vincere!”, raccogliendo questa grande Sfida che è la vita. La crisi viene vista come un’occasione assolutamente positiva, come un nuovo punto di partenza anche dall’ avv. Zurlo che, riportando la sua esperienza di vita, ha illustrato come egli ha potuto vincere la sua sfida trovandosi in un gruppo di uomini che scommettono ancora sulla libertà e sulla dignità dell’uomo.
In quest’ottica la crisi è stata definita come occasione di risoluzione del proprio bagaglio umano, affrontandola con la tensione del proprio desiderio, per evitare di essere schiacciati dalla realtà. Dunque è necessario ridestare la speranza, perché come dice San Paolo: << Ogni creatura è bene e tutte le cose cooperano al bene >>. Questa certezza ,riferita da San Paolo, è stata il filo conduttore che ha animato gli uomini nei 150 anni della storia d’Italia. Un’Italia che ha vissuto innumerevoli crisi, in cui gli uomini sono stati messi insieme dal modo di raggiungere i propri desideri di felicità, giustizia, verità e bellezza. Nonostante nel dna italiano sia presente un patrimonio fatto di capacità di iniziativa personale e comunitaria che ha permesso, lungo la storia, di vivere come opportunità positiva ogni fase di cambiamento, la crisi odierna sembra trovare maggiori ostacoli alla propria risoluzione per l’abbandono delle matrici su cui si è basata la nostra storia e che hanno caratterizzato la nostra crisi con emergenza educativa, degrado del sistema dell’istruzione,sviluppo di partiti in preda alla corruzione, tangentopoli, uso politico della magistratura e omologazione al potere. In questo contesto un semplice pezzo di carta, che invita il pubblico più svariato a partecipare a questo incontro, muove il cuore di un imprenditore per domandare l’origine della positività che aveva generato il suo titolo. La certezza che per gli organizzatori dell’incontro tutto coopera al bene e che è propria della visione cristiana, ci fa ragionevolmente concludere con un intervento riportato dal presidente Napolitano al Meeting: “Portate, nel tempo dell’incertezza, il vostro anelito di certezza, fino a riconoscere che chi accetta questa sfida è una risorsa umana per il nostro Paese”.

