Il 3 settembre, nel volgere di pochi minuti, don Cosimo ha intrapreso il suo ultimo viaggio, lasciando nella tristezza e nel dolore quanti lo hanno conosciuto e amato.
La prima volta che le nostre vite si sono incrociate è stata dopo quattro giorni dalla mia nascita: fu lui ad amministrarmi il Battesimo nella Cappella dell’Ospedale di Ostuni, nel giorno della Beata Vergine del Rosario. L’ho poi conosciuto quando è diventato Parroco dei Santi Medici.
Il 17 ottobre 1976 don Cosimo era subentrato a don Andrea Melpignano che venti anni prima aveva avviato la costruzione della Chiesa, ultimata nel 1959. Nel suo discorso di commiato don Andrea pregò don Cosimo “di essere geloso custode di questo patrimonio di fede e di arte”. Il professore Domenico Colucci, in occasione del 50° Anniversario di Sacerdozio di don Cosimo, ricordò quell’avvicendamento, raccontando che “il Parroco successore era ben consapevole dell’eredità che accoglieva. Don Cosimo non pensò al confronto e tanto meno ad una sfida. L’operato del predecessore stava lì con la sua imponenza a ricordare che, nella vigna del Signore, il lavoro non finisce mai. I talenti bisogna farli fruttare. E così fece don Cosimo. Si mise sulla stessa via di don Andrea con l’intento di proseguire il cammino, custodendo, curando, migliorando dove era possibile l’attività da lui intrapresa e portandola avanti”.
La cura del patrimonio affidatogli portò negli anni don Cosimo a ristrutturare la Chiesa con i lavori del 1984: la creazione della Cappella del Santissimo e il posizionamento del nuovo grande altare quadrato quasi al centro dell’assemblea, l’ambone posto tra il seggio del Celebrante e l’altare e, in linea con questi, il Battistero semi-affossato con la vasca che sembrava emergere dal centro e che si raggiungeva scendendo due gradini. La rimozione del battistero e l’avanzamento dell’ambone, sono avvenuti recentemente, dopo che don Cosimo, per raggiunti limiti di età, ha lasciato la Parrocchia dei Santi Medici.
Nel 1998 don Cosimo fece ristrutturare il Campanile con l’aggiunta dell’orologio e la dedicazione “alla fede e alla patria”, nel rispetto del volere a suo tempo espresso da Mons. Livrani. L’ultima opera all’interno della Chiesa dei Santi Medici fu la statua della Madonna del Cammino raffigurante la Vergine che accompagna i primi passi di Gesù. L’amore per l’arte e la storia mosse don Cosimo anche a farsi carico di un’imponente quanto onerosa opera di recupero e restauro della Chiesa rupestre della Madonna della Nova, ricadente nell’area parrocchiale. Si deve alla generosa dedizione di don Cosimo la scoperta e il recupero degli affreschi risalenti al XIII e XIV secolo.
Una vera e propria “seconda vocazione” è stata per don Cosimo quella dei Pellegrinaggi. Ne organizzò tanti e ovunque, guidando i parrocchiani dei santi Medici in Italia e anche nel mondo: dalla Madonna di Guadalupe a Lourdes, da Fatima alla Terra Santa e fino in Cappadocia.
Non posso poi dimenticare il viaggio fatto a Rio de Janeiro per la Consacrazione a Vescovo di Mons. Filippo Santoro, ora Arcivescovo di Petropoli. Ricordo il souvenir che mi regalò: un portachiavi raffigurante il Cristo Redentore del Corcovado; ho ancora negli occhi il suo fanciullesco entusiasmo nel raccontarmi che aveva approfittato dell’occasione per assistere a una partita di calcio nel leggendario stadio Maracanà di Rio.
Agli inizi di agosto è stato in Francia e me ne ha parlato qualche giorno prima della partenza quando, con i miei figli, sono andato a salutarlo nella Chiesa di S. Francesco, dopo la S. Messa in suffragio dei miei nonni paterni. Progettava già un viaggio in Siria.
Nella Messa funebre, presieduta da Mons. Talucci e concelebrata da tanti sacerdoti, Don Cosimo è stato giustamente ricordato come “uomo di pace”, ma ha avuto, soprattutto, il particolare carisma dell’unità tra i vari movimenti, gruppi parrocchiali e di volontariato presenti ormai da decenni in Ostuni. Azione Cattolica, Comunione e Liberazione, Rinnovamento dello Spirito, Comunità Ecclesiali di Base, gruppo Caritas e Banco Alimentare hanno trovato accoglienza e spazi nella Parrocchia dei Santi Medici e, in don Cosimo, hanno avuto una guida paterna, valorizzatrice della libertà dei singoli Carismi.
Negli ultimi anni don Cosimo era particolarmente affettuoso nei confronti dei miei amici e miei.
Apprezzava da tempo gli scritti di don Giussani, tanto da utilizzarli spesso per le sue omelie e, da teologo sapiente, sapeva valorizzarne ogni riferimento alla Dottrina e al Magistero della Chiesa.
Era ammirato che nel corso degli anni i piccoli tenuti da lui al catechismo avessero costituito famiglie unite dal sacramento e dalla amicizia tra loro. Aveva uno sguardo tenero nei confronti dei nostri figli che accoglieva sempre con il sorriso e con i quali, in pullman, in sacrestia o anche in qualche visita privata, era sempre pronto a scherzare e giocare.
Don Cosimo amava la musica e in particolare il Canto Gregoriano, per questo ospitava, sia ai Santi Medici che a San Francesco, concerti di musica sacra e nutriva una speciale simpatia per quanti facevano rivivere quella tradizione.
Nelle sofferenze degli ultimi tempi, morali e fisiche, non si è mai abbattuto perché non è mai stato lasciato solo e questo era per lui motivo di letizia e gratitudine.
Guglielmo Cavallo


Abbiamo perso un punto di riferimento importante, una guida, un uomo di pace, disponibile.
Grazie Don Cosimo
Penso spesso alla sua paternità come Parroco, Prete o semplice amico, ed è questa la cosa che credo, più mi mancherà di lui…
Ricordo un passaggio dell’orazione funebre che un commosso Don Cosimo tenne per un nostro amico prematuramente scomparso in seguito ad un incidente automobilistico, disse “non Ti chiediamo perché ce l’hai tolto ma Ti ringraziamo perché ce l’hai dato” …
Ciao Don Cosimo…
Insieme a Don Cosimo è andata via un pezzo di storia della Nostra Vita che Insieme abbiamo fatto. Dio è stato l’Architetto della sua Vita e Lui è stato un suo degno Costruttore – prega per tutti Noi la Beata e Santa Vergine perchè ogni giorno possa guidarci sul Nostro cammino.
Grazie Don Cosimo per tutto quello che hai fatto.
Don Cosimo ha intrapreso il viaggio verso la vita nuova, accanto a Gesù, la Vergine Maria e tutti i Santi di Dio. Ora lui è accanto agli angeli del Signore e sono sicuro che veglierà su tutti noi che siamo rimasti qui.
Lo ringrazierò per sempre per tutto quello che ha fatto per me e la mia famiglia. Sarà sempre vivo nel mio cuore e di chi lo ha amato. Ora da lassù pregherà per noi e proteggerà la tua amata parrocchia. Ringrazio Dio per il regalo più bello che ci ha fatto: la sua esistenza qui sulla Terra.
Nella nostra storia abbiamo incontrato un padre, un religioso, un amico che ha sempre guardato con affetto il nostro destino. Padre perchè ha rispettato la nostra libertà accompagnandoci nelle nostre scelte di vita; religioso perchè ci ha aiutato a scoprire la bellezza di una vita in Cristo; amico perchè ci ha voluto bene per quello che siamo.
Quindi… grazie… incontrarlo è stato un grande dono, vivere con lui un “miracolo”.
Ciao caro Don Cosimo, celebrerai anche tu il nostro matrimonio… dal Paradiso!
Il trascorrere del tempo puo’ portare via il ricordo di persone e avvenimenti, ma alcuni di essi non potranno essere cancellati dagli anni, perche’ hanno segnato come una ferita aperta la vita personale: Don Cosimo Legrottaglie vi rimarra’ nella memoria mia e di molti con graditudine commossa.
Una sera Don Cosimo mi disse:”Oggi è stata una bellissima giornata, ho confessato tantissime persone”. Grazie per essere stato testimone, attraverso il ministero sacerdotale, di come la pienezza della vita consiste nel costruire l’Opera di un Altro.Prega per noi il Signore. Ciao Don Cosimo, con eterna riconoscenza.
Don Cosimo è stata una presenza costante nella vita di molti di noi.
Da bambini ci seguiva in modo paterno e bonario nelle attività dell’oratorio e del catechismo.
Successivamente lo abbiamo conosciuto come insegnante di religione, sempre attento e sensibile alle sollecitazioni dei ragazzi.
Quando siamo diventati adulti, abbiamo potuto apprezzarlo come guida della nostra parrocchia, testimone di tanti eventi importanti per le nostre famiglie, come il battesimo dei nostri figli, il matrimonio di tanti amici.
Ma il ricordo di don Cosimo a cui sono più affezionato è più personale.
Durante una messa ricordo nitidamente la sua espressione di sorpresa e compiacimento, quando mi rivide nella sua chiesa dopo molti anni di assenza.
Dopo tanto tempo non pensavo che si sarebbe ricordato di me, ed invece mi riconobbe subito.
Questo piccolo episodio mi servì a capire quanto Don Cosimo fosse attento e sensibile verso gli altri.
Lo ricorderò sempre con affetto.
Grazie don Cosimo!
Grazie per tutto quello che in questi anni la tua intelligenza, ma soprattutto il tuo cuore ha donato a me, alla mia famiglia, ai miei amici più cari ed a tutta la comunità parrocchiale.
Sei stato sempre presente e, molto spesso, anche protagonista di tutti i momenti importanti della mia vita con paterna amicizia.
Questo rende il tuo ricordo piacevolmente indelebile…
è stato più di un prete ma un secondo padre x tutti noi. Rimarrai nei nostri cuori
grazie Don Cosumo
Mi sentivo accolto dal tuo sguardo per quello che sono, un mendicante.
Grazie Don, grazie per aver accolto tutto di me.