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Il porto di Villanova

porto villanovaRicevo da Nico Silletti e pubblico con piacere il testo integrale della sua lettera inviata al nuovo Assessore ai Lavori pubblici del Comune di Ostuni sul progetto di ristrutturazione del porto di Villanova. Mi permetto di evidenziare che l’idea di incontrare prima gli operatori  per valutare insieme i progetti è un bell’esempio di principio di sussidiarietà applicato al governo della Città. Il Comune di Ostuni, invece, ha ricevuto il progetto, lo ha presentato come cosa fatta durante la campagna elettorale del Sindaco, poi lo ha depositato (?) per ricevere, da metà luglio a fine agosto (!!), eventuali osservazioni, sperando che la gente di mare fosse… al largo.

All’Assessore al LL.PP del Comune di Ostuni Dott. Francesco Salonna

Egregio assessore ai LL.PP., sono passate diverse settimane da quando è stata pubblicata la notizia del deposito del progetto di ristrutturazione del porticciolo turistico di Villanova da parte di un operatore di caratura nazionale e, purtroppo, il periodo vacanziere insieme al concomitante avvicendamento dell’amministrazione dovuto alle scorse elezioni, non hanno permesso un doveroso approfondimento della tematica. Come lei ben sa, sono molte le associazioni e le imprese che orbitano nel campo della nautica da diporto e tanti i cittadini ostunesi che possiedono una imbarcazione e sono titolari di posto barca presso uno dei vari operatori del settore presenti nel porto. Ciò dovrebbe farle immaginare la grande attenzione che esiste riguardo a quest’argomento. Fermo restante il fatto che una ristrutturazione del porto ed una migliore organizzazione degli spazi e dei servizi offerti è sicuramente positiva ed indispensabile, forse sarebbe il caso di approfondire fin da ora alcune delle problematiche legate alla futura gestione del porto. Da ciò che è dato di sapere, questo progetto prevede una rimodulazione ed una ristrutturazione del porto ed i necessari lavori dovrebbero essere affidati ad un operatore esterno che per recuperare l’investimento dovrebbe avere la successiva responsabilità di gestore unico del porto e dei servizi in esso presenti. Questo pone tanti interrogativi a cui lei dovrebbe cercare di rispondere con tempestività al fine di rasserenare gli animi dalla paura che, alla fine di tutto, i costi per posto barca e quelli relativi ai vari servizi, potrebbero lievitare a tal punto da rendere impossibile la permanenza a quei piccoli proprietari di imbarcazioni che non hanno redditi altissimi. Sarebbe opportuno quindi che lei promuovesse un pubblico incontro con gli operatori del settore e con tutti i cittadini interessati al fine di chiarire i seguenti aspetti: quanti progetti di ristrutturazione del porto sono stati presentati e, nel caso siano più di uno, quali sono le differenze sostanziali fra gli stessi e quale dovrebbe essere più rispondente alle necessità del nostro porticciolo? Quali lavori di adeguamento sono previsti e quali servizi verranno offerti una volta ristrutturato il porticciolo? Quanti posti barca complessivi sono previsti alla fine della ristrutturazione visto che si parla di una eventuale riduzione del loro numero finalizzata ad una migliore organizzazione ed alla necessità di ospitare anche imbarcazioni di dimensioni maggiori per favorire il turismo da diporto? Quanti posti barca verranno riservati al gestore e quanti alle associazioni ed agli operatori già presenti? Per le associazioni e per gli operatori esistenti che oggi pagano una concessione per la messa a dimora dei pontili, quanto aumenterà in percentuale il costo dei posti barca atteso che a tale spesa si dovrebbe presumibilmente aggiungere l’aggio riservato al gestore per consentigli di recuperare l’investimento assunto per l’esecuzione dei lavori e per la realizzazione dei servizi? Quale sarà il costo dei vari servizi offerti ad esempio la gru, lo scivolo, ecc? Cosa prevede l’eventuale convenzione fra il comune ed il gestore negli aspetti più salienti? Certo che vorrà venire incontro all’esigenza di approfondire questi ed altri aspetti legati alla ristrutturazione del porto la ringrazio per l’attenzione riservatami e per le eventuali iniziative che vorrà porre in essere. Ostuni 15 settembre Nicola Silletti


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  1. vincenzo cesare brandi #
    1

    Carissimi Guglielmo e Nico,
    sull’argomento avrei una domanda da rivolgerVi che, spero, possa rappresentare un inizio per un costruttivo dialogo.
    Perchè, tutte le volte che si affronta l’argomento “PORTO DI VILLANOVA – PETROLLA” a NESSUNO, dico a NESSUNO, viene mai in mente che la stessa struttura ospita anche una, se pur oramai ghettizzata, ma dalle grandi marinare famose nella Regione, FLOTTA PESCHERECCIA i cui operatori, oltretutto, risiedono in pianta stabile nell’incantevole borgo, custodendolo e mantenendone decoroso il livello di vivibilità tutto l’anno?
    Cari saluti.
    Vincenzo Cesare Brandi

  2. Alfredo Cavallo #
    2

    Il Porto di Villanova non è nato per essere un porto turistico, benchè abbia le potenzialità per diventarlo. Anzichè prevedere interventi che andranno a sconvolgere inevitabilmente la sua tipologia e tutto ciò che lo circonda, ritengo che la sua attuale destinazione debba rimanere tale, incrementando i servizi per i diportisti e per le poche flotte di pescherecci rimaste in vita, prevedendo una serie di interventi tecnici protesi a migliorarne la efficienza.
    Il porto turistico va invece realizzato, con tutte le infrastrutture necessarie, nella zona di Gorgognolo, dove potrebbe sorgere in poco tempo, previo esproprio dei terreni necessari e abbattimento degli ecomostri che le amministrazioni comunali di Ostuni e i condoni Berlusconiani hanno permesso di realizzare.
    Avremmo così tre grandi opportunità:
    la portualità per i diportisti, quella per i grandi flussi turistici del mare, il recupero delle zone di Villanova e di Gorgognolo.
    Buon vento a tutti!!
    Alfredo Cavallo

  3. Santoro #
    3

    Buonasera,leggendo le varie lettere scritte e’ facile intuire che le preoccupazioni e le fantasie sono tante.
    Esprimendo il mio personale parere mi viene di dire che il porto di Villanova ,comunque sia il rifacimento,va urgentemente fatto,sia per il bene dei diportisti che di Villanova e della citta di Ostuni.
    In riferimento al costo dell’ormeggio su i vari pontili affidati a privati sicuramente non si discosteranno dai listini dei porticcioli turistici della puglia sud(Brindisi,S.Foca,S.Maria di Leuca)esempio a S. foca una barca di 12 mt costa all’anno 3500,00 euro,se considerate che a Ostuni al circolo Nautico (Associazione no profit…..)i soli mesi di giugno luglio agosto costano a pari misura 6000,00 euro e le altre associazioni costano 4500,00 euro all’anno giudicate voi….se il porto non deve essere fatto e urgentemente.
    Da non dimenticare che le cifre dette di S.foca Brindisi e S.Maria di Leuca seervizi compresi(Carburante Guardineria Personale che aiuta L’ormeggio luce ,Acqua eccc. ecc.
    Quindi invece di proccuparci di come dove e perche penso che va urgentemente ristrutturato.
    Un’ultima cosa saremmo in tanti a voler sapere l’inizio dei lavori!!
    Saluti a tutti
    F. Santoro

  4. sacco oronzo #
    4

    noto con piacere che il tema del porto turistico di villanova attrae l’attenzione di molti cittadini….la cosa un po’ piu’ desolante e che si è lontani dal problema ed ognuno tira l’acqua al suo mulino. L’intervento piu’ azzaccato è quello del signor Santoro che fa una giusta ricerca sui prezzi dei porti gia’ gestiti da italia navigando confrontandoli con i prezzi truffaldini dgli attuali operatori del porto! Ma il punto non è questo….una attenta valutazione fa benissimo capire che la giestione e la situazione odierna del porto e a dir poco DISASTROSA…..una gestiona che allontana la cultura del mare dalla cittadinanza e da quiunque abbia provato a mettere la propia prora all’ingresso del porto! Il pericolo piu’ grande è quello di cadere dalla padella nella brace? Vi siete mai chiesti chi é itaalia navigando? Avete fatto una ricerca sulle gestioni fallimenteri in tutti i porti che hanno gestito loro? Esempio lampante e vicino a noi è birindisi….Struttura meravigliosa…..ma che stranamente non funziona…..Vedere le interrogazioni fatte dal comune di brindisi alla societa’ di gestione negli ultimi mesi! Sarebbe davvero idiota…..in un periodo nel quale tutti….ma dico tutti si sono accorti che italia navigando è un CANCRO che cerca per i primi 10 anni di gestione di succhiare quanti piu’ capitali possibili…..lasciando dopo di cio’ la gestione…..e la stuttura in condizioni disastrose….un CANCRO! Ripeto sarebbe idiota rpopio ora non avere gli occhi aperti….ed affidare una gestione che si sa’ gia’ che e fallimentare! Ricordo che italia navigando è una branchia di Sviluppoitalia….l’ente gestore dei fondi comunitari…..quindi praticamente si stanziano i finanziamente e se li’ gestiscono loro stessi…..ed è questo il loro fine….fare il CANCRO…assolutamente non quello di cercare di gestire al meglio le strutture! Quindi….dimentichiamo per un po’ gli asti interni tra i vari operatori odierni all’interno del porto……facciamo una volta tanto coesione tra di noi….e cerchiamo se ci è posssibile….di non far cadere il porto(che funziona male) ma è ancora in mano nostre, in mani estranee…



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