Nei giorni scorsi, una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che la presenza dei crocefissi nelle aule costituisce “una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni e una violazione alla libertà di religione degli alunni”.
Insomma, niente simboli religiosi per non offendere i non cristiani.
Ma è sana laicità quella che vuole eliminare il crocifisso o gli altri simboli religiosi dai luoghi pubblici?
In quel crocifisso c’è la nostra storia e la nostra cultura.
Dovremo allora eliminare dai programmi scolatici, in nome del “pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica”, la Divina Commedia di Dante, il Cantico delle Creature di San Francesco o il 5 Maggio del Manzoni?
Studieremo d’ora in avanti la storia dell’arte senza gli affreschi di Giotto e Caravaggio, la Pietà di Michelangelo o la Cupola di Santa Maria del Fiore per non urtare la suscettibilità dei non credenti?
Sarà ancora lecito festeggiare a Natale la nascita di Cristo oppure intorno al 25 dicembre faremo alcuni giorni di festa, ma senza dire perché?
Quando studieremo la storia ci sarà ancora concesso datare gli avvenimenti avanti e dopo Cristo oppure, in nome del buon senso laicista, ritorneremo a datarli ab urbe condita?
Passeggiando per le vie dei nostri paesi, chiuderemo gli occhi quando ci fermeremo a chiacchierare nei pressi di una Chiesa o le orecchie quando sentiremo di tanto in tanto la campana scandire le ore?
Potremo, come qualche giorno fa, portare al cimitero un fiore dove sotto una croce riposano i nostri più cari?
Non sono forse anche questi luoghi pubblici come la scuola?
Noi non siamo tabula rasa.
Siamo invece nati e cresciuti in una tradizione lunga duemila anni con la quale vogliamo confrontarci lealmente.
Perché ce la vogliono portare via? Cosa ci propongono in cambio?
Gianna Nannini, nella sua canzone Attimo, ha scritto questo verso bellissimo:
“muri appesi ai crocefissi”.
Se togliamo i crocifissi, crolla tutto.
Noi vogliamo invece maestri che ci facciano scoprire cosa c’entra questo enorme patrimonio con il nostro bisogno di diventare uomini e che ci sostengano nella quotidiana avventura alla scoperta di tutta la ricchezza che ci viene dal passato.
Gioventù Studentesca

